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Randagismo, un esercito di 600mila cani. Due terzi dei quali a zonzo per il Paese

La tragedia di Mattia Maddalena, sbranato da un randagio, fa emergere in tutta la sua drammaticità il problema dei ''cani vaganti'. Troppi Comuni fuorilegge e troppi abbandoni

Pubblicato il 06/10/08 in Cronaca|TAG: randagismo, randagi, cani, mattia maddalena

muta randagi

SONDAGGIO 

cane abbandonato 1858

Quali sanzioni per chi li abbandona?

L'abbandono è punito con la reclusione fino a un anno o con un'ammenda

Non ci sono più dubbi: gli esami esterni confermano che il piccolo Mattia Maddalena è stato ucciso da uno, o probabilmente più cani. Il bimbo di 9 anni è stato trovato morto dal padre, a pochi metri dal cortile di casa, nella contrada Campanaro, a Circello di Benevento.

La caccia al killer che ha sbranato il bambino è in corso: le indagini della Asl e dei Carabinieri si stanno concentrando sui cani randagi che vagano nella zona, mentre sembra esclusa l'ipotesi che il responsabile della tragedia sia il pastore maremmano della famiglia.

Il dramma porta sotto i riflettori il problema del randagismo e dell'abbandono di cani in Italia, un reato che si perpetra al ritmo di un amico a quattro zampe 'scaricato' ogni 3 minuti, 20 ogni ora e 400 ogni giorno... (fonte Lav su dati anno 2006).
Le cifre del fenomeno sono allarmanti, secondo l'Associazione italiana difesa animali ed ambiente (Aidaa), si parla di circa 600 mila cani di "strada" nel nostro paese, di cui solo un terzo sarebbe ospitata nei canili rifugio.
Le pene previste dalla legge 281 del 1991 per la tutela e il benessere animale e le puntuali campagne contro l'abbandono attivate nei mesi estivi non sono sufficienti a contenere il fenomeno. Anche i Comuni, spesso, sono fuori legge.
La normativa obbliga infatti ogni municipalità a prelevare i cani abbandonati e a curarli vietandone la soppressione. L’abbandono è invece punito con la reclusione fino a un anno o con l'ammenda da mille a 10 mila euro.
Sempre secondo un rapporto dell'Aidaa sarebbero infatti 1.650 i Comuni italiani che non hanno un canile comunale o una convenzione con un canile consortile o gestito dall'Asl o con un canile rifugio, dove ricoverare i cani abbandonati. E oltre 1.200 quelli che non dispongono di un servizio di cattura dei cani randagi. Le maggiori irregolarità riguardano la Sicilia, la Campania e l' Abruzzo.

Solo nei mesi luglio e agosto sarebbero stati abbandonati qualcosa come 11.500 cani e di questi si calcola che siano entrati nei canili italiani circa 3500 unità.
E i restanti due terzi? Il destino di coloro che sopravvivono è spesso quello di andare a ingrossare le fila delle numerose mute di randagi che vagano per le campagne e le periferie delle città, con conseguenze talora funeste: gli animali si inselvatichiscono (al punto, in certi casi, di ibridazzarsi con i lupi), assalgono greggi, causano incidenti stradali e, nel peggiore dei casi, possono diventare responsabili di aggressioni come quella che ha ucciso il piccolo Mattia.


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