Roma, 8 feb. (TMNews) - Hanno parlato in italiano, inglese, francese, spagnolo e tedesco, provenivano da oltre 100 Paesi dei cinque continenti, e hanno chiesto perdono per la "tragedia" e il "crimine" degli abusi sessuali compiuti da preti sui bambini e non sufficientemente contrastati, in passato, dai loro superiori gerarchici. I vescovi delle conferenze episcopali di tutto il mondo che prendono parte al convegno "Verso la guarigione e il rinnovamento" alla Pontificia università Gregoriana dei gesuiti hanno partecipato a una veglia di preghiera penitenziale nella chiesa di sant'Ignazio presieduta in serata dal cardinale prefetto della congregazione vaticana per i vescovi, card. Marc Ouellet.
La cerimonia, aperta da una processione silenziosa, si è conclusa con una simbolica dichiarazione di pentimento da parte di sette rappresentanti di persone che, nella Chiesa, hanno affrontato in modo inadeguato il problema della pedofilia: un vescovo, un educatore, un superiore, un sacerdote, un genitore, un fedele e un cardinale (lo stesso Ouellet). A conclusione, una donna irlandese che da adolescente è stata abusata da un sacerdote, Marie Collins, ha preso la parola di fronte alla croce che si erge nella chiesa storica dei gesuiti e, a nome delle vittime, ha affermato: "Signore, oltraggiato dagli uomini, uomo dei dolori, è per noi pesante e difficile perdonare coloro che ci hanno fatto il male, solo la tua grazie può aprirci a questo dono: ti chiediamo la forza di unirci al perdono che dalla croce hai fatto scendere sull'umanità peccatrice come balsamo di guarigione perché la tua Chiesa sia sanata anche dal nostro perdono. Perdona loro". Il coro ha intonato il "Kyrie eleison".