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Omicidio Garlasco, Alberto Stasi assolto. Lui: "E' finito un incubo, ma Chiara non c'è più"

L'unico indiziato per l'assassinio della Poggi è stato assolto per insufficienza di prove: "Non ci sono nè vincitori nè vinti". Il pm aveva chiesto la condanna a 30 anni. I genitori di Chiara: non è stata fatta giustizia, andremo in appello

Pubblicato il 18/12/09 da ApCom in Cronaca|TAG: garlasco, 30 anni, stasi

Alberto Stasi, da due anni e quattro mesi l'unico sospetta­to e indagato per l'omicidio di Chiara Poggi a Garlasco, è stato assolto. Il pm aveva chiesto 30 anni di reclusione con l'aggravante di crudeltà, il massimo della pena possibile in un rito abbreviato

La sentenza è stata emessa, dopo quattro ore di camera di consiglio, per insufficienza di prove, in base all'articolo 530, secondo comma del Codice di Procedura Penale, che stabilisce l'assoluzione "quando manca, è insufficiente o è contraddittoria la prova" che l'imputato abbia commesso il fatto . "Lo sapevo", ha detto Alberto "in lacrime" la lettura della sentenza. "Per lui è come uscire da un incubo" ha detto Angelo Giarda, a capo del collegio difensivo. Il suo assistito, ha aggiunto "non ha nessuna voglia di parlare perché ha vissuto un'esperienza traumatizzante. Noi abbiamo cercato di sostenerlo così come hanno fatto i genitori e gli amici. Se c'è una cosa che vuole in questo momento è un pò di silenzio".



LA PRIMA INTERVISTA:  NON CI SONO NE’ VINCITORI NE’ VINTI
Ancora non ha realizzato Alberto di essere stato assolto e le sue prime dichiarazioni sono poche parole tremanti: “Sono contento che il giudice abbia deciso che non c’entro con la morte di Chiara, si è allineato con quello che ho sempre detto dall’inizio, che non ho commesso il reato”, ha detto ad alcuni quotidiani. La felicità non è però totale, come lui stesso ha spiegato: “Questa non è la vittoria di nessuno, anche se per me significa allontanare un incubo. Chiara non c’è più e non so se un giorno lei potrà avere giustizia, se i suoi genitori e il fratello potranno capire chi è il colpevole. Qui non ci sono nè vincitori nè vinti. C’è Chiara uccisa. E ci sono io, innocente”.



L'ABBRACCIO CON LA NUOVA FIDANZATA

C'era anche la nuova fidanzata di Alberto Stasi nel Tribunale di Vigevano nel momento in cui è stata letta nell'aula magna la sentenza. La ragazza, che si chiama Serena, non è potuta entrare in aula, riservata alle parti, ma subito dopo la lettura della decisione del Gup, non appena si sono aperte le porte dell'ex convento, ha potuto festeggiare con Alberto che l'ha abbracciata.

 

LA MAMMA DI CHIARA:GIUSTIZIA NON E' FATTA

La mamma di Chiara Poggi, Rita, con il marito Giuseppe, parla di sentenza che non rende giustizia: "Prendiamo atto del verdetto, ma continueremo a cercare la verità". I genitori  sono pronti a ricorrere in appello: "Noi continueremo a cercare la verità per nostra figlia, è il nostro dovere",



TUTTI I DUBBI DELL'INCHIESTA

Ora della morte. Per il pm Muscio, Chiara è morta tra le 12.46 e le 13.26, in linea con la perizia informatica super partes che stabilisce che Alberto lavora al pc per la sua tesi sino alle 12.20. Per la difesa, la morte è avvenuta tra le 9.30 e le 10.
Scarpe. Impossibile non sporcarsi le suole calpestando il pavimento di casa Poggi, sostiene l'accusa. Le scarpe di Alberto però sono idrorepellenti e potrebbe essersi ripulito camminando per ore.
Computer. Alberto ha sempre sostenuto di lavorare alla tesi di laurea mentre Chiara moriva. La perizia informatica di agosto stabilisce che Stasi ha acceso il computer alle 9.35 e dalle 9.36 alle 12.20 ha salvato in continuazione il file.
Bicicletta. Gli esperti non sono risaliti alla natura del materiale biologico di Chiara presente sui pedali.
Portasapone. L'impronta di Alberto mista al Dna di Chiara sull'erogatore del sapone liquido nel bagno risulta alla fine irrilevante. Entrambi avrebbero putoto toccare il portasapone per migliaia di volte, scrivono gli esperti.
Arma del delitto. L'ultima probabile è un paio di forbici da sarto, ma la verità è che l'arma non è mai stata trovata.
Movente. Per i pm e la parte civile i due fidanzati litigano la sera precedente. Chiara potrebbe aver visto qualcosa sul computer di Alberto. (Apcom)

 

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