Caso Brenda: China torna libera, ma entro 5 giorni deve lasciare l'Italia
La madre della trans trovata morta il 20 novembre: "Era allegro, voleva vivere e amava la vita: ora voglio giustizia"
Pubblicato il 03/12/09 da ApCom in Cronaca|
Caso Marrazzo
LINK CORRELATI
BRENDA E LE ALTRE
Tutti i trans del caso Marrazzo
Dal Brasile a via Gradoli, nomi e storie che ruotano intorno al sexy-gate
China, uno dei transessuali amico di Brenda, arrestata ieri sera perchè inottemperante all'ordine del questore di Roma di abbandonare il territorio nazionale, torna libera, ma entro 5 giorni dovrà lasciare l'Italia. Il giudice monocratico Laura D'Alessandro ha convalidato l'arresto della trans, ma il magistrato ha dato un nuovo nulla osta perché non sussistono "motivi di giustizia". Edson Vasconcelos Menezes (questo il nome), ha 36 anni, ed è coinvolta nel caso Brenda. In udienza, quando il giudice le ha chiesto da quanti anni fosse in Italia e come si guadagnasse da vivere, ha risposto "da dodici" e poi ha aggiunto, trattenendo le lacrime, "sul marciapiede".
LA MADRE DI BRENDA: NON SI E' SUICIDATO
"Mio figlio non si sarebbe mai suicidato": la madre di Brenda, Aseneta Mendes Paes, ha escluso categoricamente l'ipotesi di un suicidio del trans trovato morto il 20 novembre nella sua casa a Roma. "L'unica cosa che so - ha detto la donna intervendo a Porta a Porta - è che mio figlio non si sarebbe mai suicidato". "È cresciuto in una famiglia evangelica - ha proseguito - e da sempre aveva la convinzione che un giorno avrebbe chiesto perdono per quello che ha fatto. Era allegro, voleva vivere e amava la vita: non so cosa sia successo, ma voglio che la giustizia lo scopra".
SUPERTESTIMONE: TRE UOMINI ASPETTAVANO BRENDA A CASA
Spunta un altro supertestimone sul "caso Brenda". Alla trasmissione Chi l'ha visto interviene una persona che sostiene di sapere cosa accadde la sera del 20 novembre a via Due Ponti. "Quella notte - racconta - prima che Brenda arrivasse tre uomini sono entrati in casa sua e l'hanno aspettata dentro". La testimonianza fatta in tv sarà verificata presto anche dagli inquirenti. Intanto, si cerca di capire se l'incendio a casa della trans trovata morta sia stato solo un atto intimidatorio poi finito male. Altre due amiche di Brenda sono state ascoltate. Secondo Barbara, una delle ultime persone ad averla vista ancora in vita, si tratterebbe di un omicidio. La madre della transessuale che chiede "giustizia e verità" per la morte di sua figlia si presenterà in Procura per essere interrogata come testimone.
"NEI VIDEO POLITICI E VIP"
Secondo il racconto dell'ex convivente della trans morta nella casa romana, Brenda aveva ripreso in video più di 10 clienti importanti, politici e vip. Il racconto a Novella 2000 di Giorgio T., 41 anni, ex spacciatore, fornisce nuovi elementi sul caso. "Quando ci siamo messi insieme - dice - lei era già una confidente di Testini e Tagliente", i due carabinieri "infedeli". L'ultima telefonata della trans fu poco prima di morire: "Era ubriaca ma non depressa", rivela l'ex.
MARRAZZO SCRIVE AL PAPA: MI PERDONI
Spunta una lettera che l'ex governatore della Regione Lazio avrebbe mandato al Papa per fare mea culpa. "Santità - scrive - mi perdoni per tutto quello che ho fatto". La missiva - secondo La Repubblica - sarebbe giunta nei giorni scorsi sul tavolo del segretario di stato vaticano, il cardinale Tarcisio Bertone, che poi l'avrebbe trasmessa a Benedetto XVI.
I FILE NASCOSTI NEL PC DI BRENDA
Sono stati trovati circa 60mila file nel computer di Brenda. La "scansione" del pc, effettuata dagli esperti nominati dalla Procura di Roma, ha "constatato e congelato" l'archivio presente nell'hard disk. Gli accertamenti, sinora, hanno analizzato il 16 per cento dei 60mila file. In particolare, i magistrati sono a caccia di un video che dovrebbe riguardare Michelle e Marrazzo, di cui la stessa Brenda in passato disse di essersene disfatta "per paura".
PARLANO LE TRANS
Natalie ha raccontato la sua verità a Porta a Porta: "Quando si ubriacava e si drogava Brenda andava fuori di testa, trattava male tutti, chiedeva soldi. Altre trans l'avrebbero voluta morta". "E' stata Natalie, insieme a un'altra trans, a preparare una trappola ai danni dell'ex presidente della Regione Lazio, Piero Marrazzo". Lo ha detto China, un'altra delle trans coinvolte nella vicenda Marrazzo, spiegando che a riferirglielo era stata Brenda. "Brenda - ha detto China, intervistata a 'Porta a porta' - mi ha detto che sono state Natalie e Jois a preparare la trappola a Marrazzo. Le ho chiesto se lei aveva qualcosa da farmi vedere ma lei non aveva filmati". "Brenda era una grande esperta di computer. Non so - ha proseguito - cosa avesse sul pc ma di sicuro non aveva filmati perché altrimenti li avrebbe fatti vedere immediatamente".
CAFASSO
E' stato un quantitativo di eroina pura, mascherato in cocaina, a uccidere nel giro di pochi minuti Gianguerino Cafasso, il pusher e pappone dei trans, trovato morto il 12 settembre in un albergo alla periferia di Roma mentre era in compagnia del trans Jennifer. La droga, secondo quanto ha raccontato Jennifer, era stata acquistata da uno spacciatore africano e Cafasso l'aveva sniffata prima di andare a dormire. In attesa di conoscere i risultati ufficiali della consulenza tossicologica, la procura ha già appreso che la sostanza "aveva un esito rapidamente letale" per uno come lui che abitualmente consumava cocaina, e chi gli ha fornito la dose lo sapeva. L'eroina era in una quantità tale "da uccidere". E Cafasso sarebbe stato ingannato dalla modalità di composizione dello stupefacente. (Apcom)























PRESTITI PERSONALI
Qual è il benchmark per l'intelligenza?
Chirurgia Estetica per te
Auto Nuove e Usate
RCAuto fino a -40%
Prestiti su misura
Il lavoro che cerchi è qui