Chiesa e vanità: sulla passerella gli ultimi modelli della moda talare
Abiti liturgici sfilano in Polonia. L'idea di un padre gesuita, per avvicinare i giovani alla chiesa
Pubblicato in Cronaca|
Presso l'università cattolica di Lublino (dove insegnò Karol Wojtyla), all’interno della Fiera delle congregazioni religiose, si è svolto il primo defilèe di moda ecclesiastica.
Religiose e religiosi si sono concessi il vezzo di una sfilata, ancheggiando con discrezione su di un tappeto rosso cardinalizio, nell'atrio del Collegio Giovanni Paolo II, mentre, immaginiamo, mostravano al pubblico gli ultimi modelli in fatto di cotte, camici, scapolari, rocchetti, cingoli, mozzette, stole…
L’idea dell’evento si attribuisce al padre gesuita Andrzej Batorski, impegnato nel lavoro pastorale fra gli studenti. "Vogliamo far conoscere la Chiesa viva", ha detto, aggiungendo che la sfilata di moda è "una piccola provocazione" per avvicinare ai giovani la vita consacrata.
Alla manifestazione hanno preso parte rappresentati di circa 20 istituti religiosi, femminili e maschili, con sedi in tutto il mondo. Tra questi, le Ancelle riparatrici del Ss Cuore di Gesù, le Missionarie di Nostra Signora d'Africa, nonché i padri gesuiti, cappucini e verbiti. "Non è stato difficile, mi piace scherzare, ma quando ho sentito che devo uscire io...", ha raccontato suor Lucia, che ha fatto da indossatrice. "Le innovazioni per i nostri abiti le prendiamo dalle immagini che ci giungono dal Vaticano", ha detto alla tv uno dei padri. Durante la sfilata, gli organizzatori spiegavano gli aspetti simbolici degli vestiti.
Poco sappiamo della tendenza della prossima stagione, se tra i chierichetti prevarrà il tarcisiano o la tunica in stile romano, se lo scapolare sfoggerà ricami in lamè d’oro o d’argento, se il clergyman avrà il pantalone a zampa o a sigaretta.
Ma in fondo, perché stupirci? Gli abiti liturgici hanno da sempre beneficiato di confezioni esclusive, con tessuti e finiture che per raffinatezza fanno impallidire la moda secolare.
Il sacro motto Vanitas vanitatum et omnia vanitas è destinato a riscuotere rinnovati consensi.
Religiose e religiosi si sono concessi il vezzo di una sfilata, ancheggiando con discrezione su di un tappeto rosso cardinalizio, nell'atrio del Collegio Giovanni Paolo II, mentre, immaginiamo, mostravano al pubblico gli ultimi modelli in fatto di cotte, camici, scapolari, rocchetti, cingoli, mozzette, stole…
L’idea dell’evento si attribuisce al padre gesuita Andrzej Batorski, impegnato nel lavoro pastorale fra gli studenti. "Vogliamo far conoscere la Chiesa viva", ha detto, aggiungendo che la sfilata di moda è "una piccola provocazione" per avvicinare ai giovani la vita consacrata.
Alla manifestazione hanno preso parte rappresentati di circa 20 istituti religiosi, femminili e maschili, con sedi in tutto il mondo. Tra questi, le Ancelle riparatrici del Ss Cuore di Gesù, le Missionarie di Nostra Signora d'Africa, nonché i padri gesuiti, cappucini e verbiti. "Non è stato difficile, mi piace scherzare, ma quando ho sentito che devo uscire io...", ha raccontato suor Lucia, che ha fatto da indossatrice. "Le innovazioni per i nostri abiti le prendiamo dalle immagini che ci giungono dal Vaticano", ha detto alla tv uno dei padri. Durante la sfilata, gli organizzatori spiegavano gli aspetti simbolici degli vestiti.
Poco sappiamo della tendenza della prossima stagione, se tra i chierichetti prevarrà il tarcisiano o la tunica in stile romano, se lo scapolare sfoggerà ricami in lamè d’oro o d’argento, se il clergyman avrà il pantalone a zampa o a sigaretta.
Ma in fondo, perché stupirci? Gli abiti liturgici hanno da sempre beneficiato di confezioni esclusive, con tessuti e finiture che per raffinatezza fanno impallidire la moda secolare.
Il sacro motto Vanitas vanitatum et omnia vanitas è destinato a riscuotere rinnovati consensi.
















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