Leonardo da Vinci, figlio illegittimo di una schiava araba
Nuove ricerche fanno emergere dettagli inaspettati sulla vita del genio che ha creato La Gioconda
Pubblicato il 22/04/08 in Cronaca|
Le ipotesi
I misteri
Partiamo con ordine. Secondo il libro di Cianchi, che riprende studi del padre Renzo, la “Caterina sclava” che appare in numerosi documenti della casa di Ser Vanni e nel suo testamento sarebbe a oggi la più probabile madre di Leonardo da Vinci. A dare solidità a questa ipotesi anche i riferimenti storici che riguardano la donna: stando agli archivi, Caterina sarebbe rimasta a Firenze fino al 1451, anno della morte di Ser Vanni e sarebbe ricomparsa a Vinci nel 1452, proprio in concomitanza con la nascita di Leonardo.
“Parlare di schiavi a Firenze nel Quattrocento - hanno spiegato i curatori dei due testi Agnese Sabato e Alessandro Vezzosi, quest’ultimo direttore e ideatore del museo Ideale di Vinci - sembra quasi un’eresia, ma in realtà erano molte le famiglie di notabili e benestanti che compravano donne dall'est Europa o dal Medio Oriente. Le giovani venivano poi ribattezzate, e i nomi più comuni erano Maria, Marta e anche Caterina”. Come appurato dai documenti, Ser Piero va a vivere nella casa di via Ghibellina nel 1480, tre anni dopo la morte di Ser Vanni, mentre Caterina segue il figlio a Milano.
Nel frattempo il padre si era sposato quattro volte e aveva avuto numerosi figli. Il libro di Ulivi, grazie alla consultazione di nuovi documenti compresi registri battesimali di Santa Maria del Fiore, scopre anche due nuovi fratellastri. Fratelli e sorelle avevano avuto rapporti con Leonardo, figlio illegittimo, e anche tensioni per motivi di eredità visto che lo zio di Leonardo, Francesco, fratello di Ser Piero, aveva lasciato a lui molti dei suoi beni.
“Molti viaggi di Leonardo - ha detto Vezzosi - erano dovuti proprio alle tensioni familiari”. Quel che emerge nel complesso, dunque, è “una famiglia allargata - ha continuato Vezzosi - e i nuovi documenti svelano anche molto della vita e dei luoghi fiorentini del tempo. L’ultimo tassello che ancora manca - ha concluso - è il contratto di acquisto di Caterina: solo così si potrebbe conoscere il paese da dove proveniva la donna”. In questo, però, vengono in soccorso le ricerche antropologiche: secondo gli studi di Luigi Capasso, direttore dell’istituto di antropologia e del museo di storia delle scienze biomediche dell’Università di Chieti e Pescara, che hanno ricostruito il dermatoglifo del polpastrello di un dito della mano sinistra di Leonardo, l'impronta presentava caratteristiche arabe, rafforzando l'ipotesi di una madre del Medio Oriente.

























