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L'allarme di Legambiente: cento trivelle minacciano l'Italia

Rilasciati 95 permessi di ricerca degli idrocarburi: 24 in mare e 71 sulla terraferma. Riguarda anche le aree marine protette

Pubblicato il 12/07/10 da ApCom in Cronaca|TAG: legambiente, trivelle, italia

mappa pozzi petroliferi
Trivelle petrolifere in mare e a terra in Italia - MAPPE
vari giacimenti 400parco curone 400parco curone 2 400parco curone 4 400giacimento petrolifero 400nave otranto 400
Petrolio in Italia: ecco dove si trova

il petrolio italiano 

La produzione di olio greggio a terra è concentrata in 7 Regioni (Basilicata, Emilia Romagna, Lazio, Lombardia, Molise, Piemonte, Sicilia) e riguarda territori nelle province di Potenza, Matera, Modena, Reggio Emilia, Frosinone, Mantova, Milano, Campobasso, Novara, Caltanissetta e Ragusa. La produzione nel 2009 è stata in totale di 4.024.912 tonnellate, di queste il 74% arriva dalla sola Val d?Agri in provincia di Potenza. Le aree date in concessione occupano 1.275 kmq per un totale di 266 pozzi, considerando solo quelli destinati allo sviluppo della coltivazione

torri in alto mare 

Dall'Adriatico allo Ionio, le piattaforme della paura... nera

Come funzionano le trivelle marittime e sono davvero pericolose?

La folle corsa all'oro nero made in Italy. A oggi nel Belpaese sono stati rilasciati 95 permessi di ricerca di idrocarburi, di cui 24 in mare, interessando un'area di circa 11 mila chilometri quadrati, e 71 sulla terraferma, per oltre 25 mila chilometri quadrati. A queste si devono aggiungere le 65 istanze presentate solo negli ultimi due anni, di cui ben 41 in mare per una superficie di 23 mila chilometri quadrati. Sono questi alcuni dei numeri del dossier nazionale "Texas Italia" di Legambiente.
LA MAPPA DEL PETROLIO ITALIANO

La corsa all'oro nero italiano
, evidenzia Legambiente stando alla localizzazione delle riserve disponibili, riguarda in particolare le nostre coste e non risparmia neanche le aree marine protette. Sono interessati il Mar Adriatico centro-meridionale, lo Ionio e il Canale di Sicilia. Nelle acque italiane oggi operano nove piattaforme per un totale di 76 pozzi, da cui si estrae olio greggio. Due sono localizzate di fronte la costa marchigiana (Civitanova MarcheMacerata), tre di fronte quella abruzzese (Vasto, Chieti) e le altre quattro nel Canale di Sicilia di fronte il tratto di costa tra Gela e Ragusa.

Passando dal mare alla terra, le aree del Paese interessate dall'estrazione di idrocarburi sono la Basilicata, storicamente sede dei più grandi pozzi e dove si estrae oltre il 70% del petrolio nazionale proveniente dai giacimenti della Val d'Agri (Eni e Shell), l'Emilia Romagna, il Lazio, la Lombardia, il Molise, il Piemonte e la Sicilia.

Complessivamente lo scorso anno in Italia sono state estratte 4,5 milioni di tonnellate di petrolio, circa il 6% dei consumi totali nazionali di greggio. Ma la quantità rischia di aumentare, perché si stanno moltiplicando sempre di più le istanze e i permessi di ricerca di greggio nel mare e sul territorio italiano. (Apcom)

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