Mi consenta che cappelli. Tutto quello che si è messo in testa il premier
Dal panama presidenziale al colbacco, dalla bandana alla caschetto da minatore. Tutti i cappelli del presidente
Pubblicato il 24/03/09 in Cronaca|
Tutte le gaffes di Berlusconi
Obama abbronzato
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Panama presidenziale, caschetto da minatore, bandana, colbacco. Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi li ha indossati quasi tutti, con il suo fare guascone. Per ultimo ha sfoggiato il berretto da ferroviere. (vedi gallery)
Marco Belpoliti, autore del libro Il corpo del Capo, dedicato al Cavaliere, scomoda la biopolitica di Michel Foucault per definire molti atteggiamenti del Presidente del Consiglio.
"Silvio Berlusconi, star della politica italiana, e prima ancora fabbricatore di sogni televisivi, attiva meccanismi di comportamento simili, o quanto meno li sfrutta ai propri fini".
Oppure può spiegare molto la frase di Marvin Gay, con la quale Zucchero Fornaciari chiudeva i suoi concerti: "Dovunque lascio il cappello quella è casa mia". In questo caso, il Presidente del Consiglio non posa il cappello, semmai lo mette in testa, quindi la Casa del premier non è quella degli italiani (la Standa fu già sua proprietà) ma l'etere, e cioè il posto di primo piano che occupa stabilmente nei media.
Si tratta di gesti studiati, spontanei o concordati con il suo staff? Esibizionismo piacione o tendenza ad apparire, a dominare la scena in ogni frangente e latitudine?
Molto più semplicisticamente la chiave di tutto può essere - freudianamente - l'ossessione per la capigliatura.
Rino Gattuso, gagliardo centrocampista del Milan ha raccontato recentemente da Chiambretti che Berlusconi gli chiese di tagliarsi la lunga e fluente chioma. Lui ripose con ferma sfrontatezza: "Presidente, lei è invidioso perché a lei mancano i capelli". Che non abbia ragione Ringhio? E il cappello sia funzionale a coprire qualcosa che manca?
Marco Belpoliti, autore del libro Il corpo del Capo, dedicato al Cavaliere, scomoda la biopolitica di Michel Foucault per definire molti atteggiamenti del Presidente del Consiglio.
"Silvio Berlusconi, star della politica italiana, e prima ancora fabbricatore di sogni televisivi, attiva meccanismi di comportamento simili, o quanto meno li sfrutta ai propri fini".
Oppure può spiegare molto la frase di Marvin Gay, con la quale Zucchero Fornaciari chiudeva i suoi concerti: "Dovunque lascio il cappello quella è casa mia". In questo caso, il Presidente del Consiglio non posa il cappello, semmai lo mette in testa, quindi la Casa del premier non è quella degli italiani (la Standa fu già sua proprietà) ma l'etere, e cioè il posto di primo piano che occupa stabilmente nei media.
Si tratta di gesti studiati, spontanei o concordati con il suo staff? Esibizionismo piacione o tendenza ad apparire, a dominare la scena in ogni frangente e latitudine?
Molto più semplicisticamente la chiave di tutto può essere - freudianamente - l'ossessione per la capigliatura.
Rino Gattuso, gagliardo centrocampista del Milan ha raccontato recentemente da Chiambretti che Berlusconi gli chiese di tagliarsi la lunga e fluente chioma. Lui ripose con ferma sfrontatezza: "Presidente, lei è invidioso perché a lei mancano i capelli". Che non abbia ragione Ringhio? E il cappello sia funzionale a coprire qualcosa che manca?

















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