L'Ue vieta a Fido di curarsi con le medicine del padrone
Una direttiva europea prevede che i veterinari prescrivano farmaci per animali domestici e non quelli a uso umano che sono più economici
Pubblicato il 13/10/09 in Cronaca|
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Gli amici a quattrozampe non possono curarsi con medicinali a uso umano, lo dice una direttiva dell'Unione Europea.
La legge
La legislazione attuale prevede che il veterinario debba obbligatoriamente prescrivere farmaci per gli animali domestici potendo indicare “eccezionalmente medicinali a uso umano o registrati per altre specie animali solo quando le molecole necessarie alla terapia non siano presenti nella farmacopea veterinaria". E il mancato rispetto delle disposizioni da parte del professionista, comporta una sanzione pecuniaria amministrativa fino a 9000 euro.
Vendita
Il farmaco a uso veterinario è commercializzato a un costo quasi sempre superiore dell’equivalente a uso umano, anche tre volte tanto. I veterinari, per limitare i costi delle terapie e per superare le difficoltà di reperimento in commercio dei farmaci per animali domestici, hanno spesso violato la legge. Però ora l’intensificarsi dei controlli da parte delle autorità competenti, con sanzioni pecuniarie estremamente pesanti per i veterinari, ha avuto come effetto il rigoroso rispetto della legge da parte dei professionisti. E questo considerevole aumento dei costi, in un periodo di crisi, penalizza i padroni di amici a quattrozampe e anche i gestori dei canili.
Farmaci veterinari
La farmacopea veterinaria è abbastanza limitata, mentre in campo umano la presenza di diverse molecole permette di raggiungere il risultato terapeutico attraverso la via farmacologia più indicata allo specifico caso clinico. Un farmaco anestetico solitamente usato dai veterinari era il generico Propofol a uso umano che costa circa 45 euro. Ora per un'anestesia i dottori degli amici a quattrozampe devono usare un medicinale a uso veterinario che costa sui 150 euro: il Rapinovet (forse il nome non è casuale!).
Le industrie farmaceutiche
Le industrie farmaceutiche giustificano i loro prezzi poco economici con le scarse vendite dei medicinali: sono "costrette" ad alzare i costi per compensare la limitata distribuzone dei prodotti. Ma, se così fosse, non si capisce perché il farmaco veterinario Icfvet costa esattamente come il corrispondente umano Keforal.
Codacons
"Se c’è una legge va rispettata, ma il Codacons auspica una riforma a livello europeo della normativa vigente, su presupposto della massima fiducia nella professionalità dei medici veterinari, che tenga conto anche dell’enorme risparmio che di fatto è possibile con la prescrizione dei medicinali a uso umano, siano essi specialità o farmaci generici. Il Codacons chiede un intervento urgente delle autorità competenti per il controllo dei prezzi in modo da accertare che non vi siano speculazioni in atto sul costo dei farmaci per gli animali domestici", afferma Marco Ramadori, presidente Codacons.




























