Navi dei veleni, si avvicina l'ora della verità. La mappa dei relitti
La mappa e le coordinate dei mercantili pieni di rifiuti tossici inabissati al largo delle coste dell'Italia meridionale. Al via le operazioni di ricerca con il robot della Mare Oceano
Pubblicato il 23/10/09 in Cronaca|
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C'è grande attesa per i risultati dell'operazione di scandagliamento del fondo marino al largo delle coste calabresi, da parte della nave Mare Oceano. Un robot sottomarino (Rov) andrà a caccia dei famigerati rifiuti tossici nelle acque di Cetraro, sui cui fondali giace uno dei "relitti sospetti".
Intanto la Commissione parlamentare sulle ecomafie ha disposto il sequestro di almeno uno dei fusti individuati sul fondo marino a largo della costa, accanto ai resti del mercantile che si teme sia stato affondato dalle cosche.
Ma l'allarme per la presenza di scorie tossiche tocca anche la terraferma: in alcune zone del cosentino, nel comune di Aiello Calabro, sul greto del fiume Oliva, è emerso un inquinamento radioattivo "da tre a sei volte i limiti". Potrebbe trattarsi dei rifiuti radioattivi e tossici trasportati dalla nave Jolly Rosso, arenatasi nel 1990 sulla spiaggia nei pressi di Amantea e "smaltiti" nell'entroterra.
Il mistero delle navi a perdere
Più di un mese fa veniva scoperto, a seguito delle dichiarazioni del pentito Francesco Fonti, un relitto che potrebbe appartenere alla nave Kunski fatta affondare nelle acque di Cetraro, in Calabria: si sospetta che la stiva del mercantile portasse oltre cento bidoni di scorie radioattive. Pochi giorni fa le immagini dei bidoni arrugginiti, riprese dal robot sottomarino che ha raggiunto la nave.
La notizia ha destato molto clamore e ha permesso di accendere i riflettori su una delle pagine più inquietanti della cronaca italiana: le cosiddette navi a perdere. Eppure ancora poco si sa degli affondamenti di navi mercantili con carichi tossici da parte delle cosche.
Sui fondali marini del nostro paese pare ne siano state occultate decine: in particolare al largo della Calabria, nella zona ionica. Il quotidiano Calabria Ora ha ricostruito una sorta di mappa con tanto di coordinate di dove possano essere localizzate queste carrette dei veleni. Una trentina in tutto, colate a picco come in un misterioso tringolo delle Bermude nostrano.
Si va dal cargo italiano Aso affondato a Locri nel 1979 con 900 tonnellate di solfato ammonico a bordo, al Koraline naufragato ad Alicudi negli anni '90 con cointainer di materiali radioattivi; passando per la Yvonne A, la Jolly Rosso, la Rigel, la Michigan, la Silenzio, la Andalusia, la Barbara, la Capt Petros, la Athina R e tantissime altre che salpate da porti non sono riuscite ad allontarsi troppo dallo Stivale finendo misteriosamente in fondo al mare con il loro carico.
LA MAPPA DEI RELITTI TOSSICI











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