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Delitti in famiglia: da Pietro Maso a Erika De Nardo

Da Doretta Graneris a Valerio Ullasci

Pubblicato il 21/09/10 da ApCom in Cronaca|TAG: delitti efferati in famiglia, pietro maso, erika, carretta, gatti

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Delitti in famiglia: da Pietro Maso a Erika de Nardo

Genitori vittime della follia omicida di un figlio o di un parente stretto. L'ultimo caso a Peschiera del Garda: i cadaveri di una coppia di anziani coniugi trovati in un canale, mani e piedi legati, il corpo in uno scatolone e la testa in un sacchetto di plastica. I carabinieri hanno fermato il figlio, con problemi mentali alle spalle: avrebbe confessato di averlo fatto per soldi. Ma la lista di episodi del genere tra le vicende di cronaca nera italiana è lunga e anche se diversi episodi sono ormai dimenticati, altri rimangono nella memoria come tra i più efferati delitti familiari. Eccone alcuni.


IL CASO GRANERIS
- Vercelli, tra il 13 ed il 14 novembre 1975 Doretta Graneris, appena 18enne, e il fidanzato Guido Badini uccidono a colpi di pistola madre, padre, nonni materni e fratello 13enne di lei. La causa scatenante sarebbe stata il rapporto conflittuale con i genitori. I due vengono condannati all'ergastolo. Nel 1993 la Graneris ottiene la libertà condizionale.


FERDINANDO CARRETTA - Parma, il 4 agosto 1989 il 27enne Ferdinando Carretta uccide con una pistola padre, madre e fratello 23enne. Quindi pulisce ogni traccia e nasconde i cadaveri in una vicina discarica a Trecasali, dove i corpi non verranno mai più ritrovati. Carretta confessa l'omicidio in diretta tv nel 1998, dopo che per anni nessuno aveva scoperto la morte dei tre. Giudicato nel 1999 colpevole del triplice omicidio, ma incapace di intendere e di volere, Carretta viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico giudiziario. Ottenuta la semilibertà, nel 2009 ha lasciato la comunità di recupero nella quale stava scontando la pena dal 2006. Nel 2008 ha ottenuto l'eredità e la casa del massacro (poi messa in vendita) grazie a un accordo con le zie.


PIETRO MASO
- Montecchìa di Crosara (Verona), il 17 aprile 1991 aiutato da tre amici uccide entrambi i suoi genitori colpedoli con un tubo di ferro e con altri corpi contundenti. La motivazione era intascare subito la sua parte di eredità. Dopo la strage, simula un furto e trascorre la notte in
discoteca. Condannato a 30 anni di reclusione, nell'ottobre 2008 ottiene la semilibertà.


GIOVANNI ROZZI
- Cerveteri (Roma), il 26 dicembre 1992 Giovanni Rozzi uccide con l'aiuto di un amico tossicodipendente i genitori. Rozzi aveva promesso all'amico i gioielli della madre e confessa di aver ucciso perché era assillato dal padre. Condannato all'ergastolo (pena poi ridotta a 18 anni), è morto nel 1995.


CARLO NICOLINI
- Sestri Levante (Genova), il 20 luglio 1995 il 26enne Carlo Nicolini uccide i genitori a fucilate, poi dilania i corpi. Nel settembre 1997 i giudici della Corte d'Appello di Genova confermano la sentenza di primo grado dichiarando Nicolini incapace di intendere e di volere e pericoloso per la società. Era stata prescritta la permanenza in ospedale psichiatrico per almeno 10 anni.


PAOLO PASIMENI - Padova, l'11 febbraio 2001 il 23enne studente universitario Paolo Pasimeni massacra di botte il padre, professore universitario, e ne brucia il corpo. Poi ne denuncia la scomparsa. Il movente gli studi: il padre, molto severo, aveva scoperto che il figlio aveva falsificato i
verbali di alcuni esami. Condannato a 15 anni, ottiene l'affidamento ai servizi sociali nel 2009.


IL DELITTO DI NOVI LIGURE
- Novi Ligure (Alessandria), il 22 febbraio 2001 Erika De Nardo (16 anni) e il fidanzato Mauro (detto Omar, 17 anni) uccidono la madre con più di 50 coltellate e il fratellino di lei di 11 anni. La causa scatenante dei problemi familiari. Nel 2003 la Cassazione conferma le condanne rispettivamente a 16 anni per Erika e a 14 per Omar, questi poi uscito di carcere nel 2010 grazie all'indulto e a sconti di pena
per la buona condotta.


IL DELITTO DONEGANI
- Brescia, nell'agosto 2005 Guglielmo Gatti massacra gli zii, fa a pezzi i cadaveri e li nasconde in un canalone in alta Val Camonica. Nel 2007 è stato condannato all'ergastolo con 3 anni di isolamento diurno.

LA STRAGE DI MENTANA
- Mentana (Roma), ai primi di dicembre 2008 Valerio Ullasci (30 anni) massacra a colpi di machete i genitori, poi confessa tutto alla polizia e dice di essersi allenato per giorni prima di ucciderli. (Apcom)

 

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