"Via i crocifissi dalle scuole pubbliche". Riscoppia la polemica sui simboli religiosi
Spagna, sentenza del Tribunale di Valladolid elimina l'emblema cattolico da una scuola pubblica. Ritorna in auge la "anti-crociata" di Adel Smith
Pubblicato il 24/11/08 in Cronaca|
L'epopea della cattolicissima Spagna, figlia prediletta dei Pontefici era già stata messa in discussione dal premier spagnolo socialista José Louis Rodrìguez Zapatero. Il crocifisso è un simbolo che divide. La croce è l'emblema della sofferenza del Cristo che si è fatto uomo per salvare l'umanità, secondo i cattolici, la cui raffigurazione è l'ammonimento ad accogliere la sofferenza, come strumento di espiazione dei propri peccati.
I fedeli delle altre religioni e i pensatori laici, sono di diverso avviso, intravedono nella sua presenza invadente negli edifici pubblici, specialmente nelle scuole statali, dove i minori stanno formando la propria personalità, una prevaricazione rispetto alla formazione di una personalità ancora incipiente. Inoltre il simbolo viene visto come una preferenza statuale espressa verso una confessione religiosa, senza che venga preservata la laicità dello Stato.
Quando le posizioni sono così divaricanti, ad accendere la miccia delle polemiche ci pensa la magistratura. Una sentenza che non ha precedenti nella storia in terra iberica, arriva da un tribunale amministrativo spagnolo, che con una sentenza ha ordinato la rimozione dall'aula dell'istituto pubblico di Macias Picaeva di Valladolid della riproduzione in miniatura del martirio di Gesù. Secondo l'arcivescovo di Toledo Antonio Canizares è in atto una "cristofobia", così, senza mezzi termini, va letta, la tendenza a cancellare le radici della cultura e a perdere il contatto con i valori che hanno dato sostanza all'Europa.
La battaglia laica era iniziata nel 2005, per volere di alcuni genitori degli studenti. Nelle motivazioni si punta sulla libertà di coscienza, i diritti fondamentali di uguaglianza e la tolleranza, all'interno di uno stato che assicura libertà di culto anche alle altre confessioni religiose. Il governo ha 15 giorni per presentare ricorso contro la decisione. La Spagna non è più uno stato confessionale, grazie alla costituzione del 1978. Tuttavia, i capi del governo devono prestare giuramento di fedeltà alla costituzione davanti a un crocifisso.
In Italia l'uomo che vuol togliere il Crocifisso dalle scuole è Adel Smith, un personaggio singolare che sa come far parlare di sé. Presidente dell'Unione dei musulmani italiani, Smith ha rivolto ripetuti affondi per togliere il “cadavere in miniatura appeso a due legnetti”, così è stato ridicolizzato il segno caro all''iconografia cattolica in una trasmissione televisiva. Grazie a un suo ricorso in sede giudiziaria, nella scuola abruzzese di Ofena, frequentata dai suoi figli è stato rimosso
Temono un nuovo fronte di offensiva anticlericale i cattolici, che in realtà sostengono che il riconoscimento delle minoranze religiose, non deve sfociare nel disconoscimento delle radici cristiane dell'Italia e, in senso più ampio dell'Europa. Seguendo lo stesso filo logico - argomentano i cattolici - considerando i giorni festivi quelli essenzialmente legati alle festività cristiane si dovrebbe riformare il calendario e abrogare la disciplina dei giorni festivi. Quanto pesa avere un'icona come un crocifisso pubblico in una scuola?














