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Clandestini denunciano il boss: regolarizzati

A Bologna 12 lavoratori in nero denunciano tre impresari edili. E ottengono il permesso di soggiorno

26/09/2007L’articolo 18 della legge sull’immigrazione, che regola il soggiorno per “motivi di protezione sociale”, potrebbe avere nuove interessanti applicazioni nella lotta al lavoro nero.
Il testo consente infatti di accordare “uno speciale permesso di soggiorno” nel caso in cui si verifichino “accertate situazioni di violenza o di grave sfruttamento nei confronti di uno straniero ed emergano concreti pericoli per la sua incolumità”. A beneficiarne sono normalmente le prostitute che fanno il nome dei protettori, ma in futuro potrebbe tutelare anche coloro che denunciano il lavoro nero.

Il merito di aver creato un significativo precedente in questa direzione spetta a Bologna.
Dopo anni di sfruttamento, dodici piastrellisti moldavi si sono ribellati a 3 impresari edili che gli avevano requisito i documenti e si erano fatti dare migliaia di euro in cambio della promessa di regolarizzazione. I clandestini li hanno denunciati, il processo è in corso. Ma per loro, una vittoria c’è già stata. Alla presenza del sindaco Sergio Cofferati, del questore e di un pubblico ministero, sotto lo sguardo attento di giornalisti e fotografi, i 12 moldavi hanno finalmente posto la loro firma sul permesso di soggiorno. La clandestinità per loro è finita e nel modo migliore.

“Spero che questa applicazione estensiva dell’articolo 18 diventi un precedente importante – ha commentato Cofferati, che due anni fa, invitando i lavoratori in nero a uscire allo scoperto, aveva promesso loro protezione - invito i parlamentari bolognesi di centro sinistra e, se sono disponibili, anche quelli di centro destra, a lavorare in Parlamento per una modifica che la renda meno difficoltosa”.
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