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Rivoluzionario come bere un bicchier d'acqua. Del rubinetto

La campagna per l'acqua del rubinetto al bar raccoglie migliaia di adesioni.
E i produttori di acqua minerale reagiscono

25/10/2007Una volta al bar si poteva chiedere tranquillamente un bicchiere d'acqua del rubinetto. Se lo fate oggi vi guardano come un marziano. Ma c'è chi non ci sta e vuole dirlo pubblicamente. E per farlo ha creato un sito internet e ha lanciato una campagna dal titolo esplicito: "Imbrocchiamola". Invitando a preferire l'acquedotto alla bottiglia.

Lo slogan della campagna suona quasi minaccioso: "mettiamola fuori legge". Il bersaglio è l'acqua minerale, o meglio la sua pubblicità, quell'infinita sequela di spot e cartelloni che cercano di convincerci - e stando ai numeri ci riescono - che l'acqua in bottiglia è molto più buona e sana di quella del rubinetto. Promotore dell'iniziativa è il mensile Altreconomia. Dal momento che gli italiani, con i loro 188 litri all'anno a testa (contro i 24 litri della media mondiale), sono i primi consumatori di acqua minerale al mondo, la partita non appare facile: "le aziende spendono 379 milioni di euro in spot tv, giornali e radio", argomentano i sostenitori della campagna. "Lanciamo una proposta: regolamentiamo la pubblicità dell'acqua minerale". Perché quella del rubinetto "è buona, controllata, comoda e poco costosa".

Gli imbottigliatori reagiscono


A giudicare dalle reazioni, devono aver colpito nel segno. Il gruppo Ferrarelle ha diffidato i promotori dal continuare a utilizzare l'immagine della celebre etichetta nella campagna. Golia contro Davide? Sentiamo com'è andata dal direttore della rivista Altreconomia, Pietro Raitano.

Ferrarelle, un gruppo da oltre 150 milioni di fatturato, si prende la briga di mettere in campo i suoi legali. Ma siete davvero così pericolosi?

Ce lo chiediamo anche noi, effettivamente. Credo che la risposta stia nella portata della nostra proposta e nella sua semplicità: regolamentare, più che vietare, la pubblicità dell'acqua in bottiglia. Non ci opponiamo a qualcuno, ma chiediamo semplicemente di limitare una pubblicità che genera un bisogno indotto. Vogliamo una pubblicità che non sia ingannevole, che non prometta cose che l'acqua non può fare o che fa comunque: tutta l'acqua stimola la diuresi e nessuna acqua fa ingrassare, non solo quella in bottiglia. Forse colpisce il fatto che siano già 6.000 le adesioni sul nostro sito, senza aver fatto grandi sforzi di diffusione dell'iniziativa, perché l'idea è molto semplice e ha presa. Anche i media se ne sono accorti e addirittura il Parlamento, con una mozione dei Verdi.

Che cosa fa paura alle aziende?


Ho l'impressione che Ferrarelle e un po' tutte le altre aziende si sentano minacciate perché la pubblicità è fondamentale per il loro business. Se nessuno sapesse, paradossalmente, che esiste l'acqua minerale berremmo tranquillamente quella del rubinetto come abbiamo sempre fatto.
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